| Fiorediloto ( @ 2007-04-06 13:04:00 |
| Entry tags: | !abbandonato, house: gregory house/james wilson |
House MD. House/Wilson. 025. Estranei, 012. Arancione, 057. Pranzo, 059. Cibo, 089. Lavoro
Fandom: House MD
Coppia: House/Wilson
Rating: complessivo, tra PG e R
Note: Alcuni dei drabble H/W che mi sono stati "commissionati" sul mio lj.
Tabella: Clicky click?
Prompt: 025. Estranei
Conteggio Parole: 200
Per
laurazel, che ha richiesto: Una chattata erotica (tra House e Wilson, of course!)
TehCain: quella nel tuo nick è una data o un invito?
Love_addict69: lol. entrambi
Love_addict69: e invece Cain per cosa sta?
TehCain: storia lunga
Love_addict69: hai qualcuno?
TehCain: sì, uno, ma non capisce
Love_addict69: dagli tempo. anch’io ho uno così
TehCain: troia?
Love_addict69: no, è troppo het
Love_addict69: che ti piace fare?
TehCain: puzzle
Love_addict69: lol. a letto?
TehCain: no, ho un tavolo
Love_addict69: carino. un po’ scomodo…
TehCain: meno scomodo del divano
Love_addict69: non parlarmi di divani scomodi, ne conosco uno…
TehCain: me lo sbatterei per ore su quel divano
Love_addict69: a chi lo dici. ieri gli stavo saltando addosso
TehCain: magari gradiva
Love_addict69: ne dubito
TehCain: fallo ubriacare. io faccio sempre così
Love_addict69: di solito sono io quello che parte per primo
TehCain: fai finta di bere e passagli la bottiglia. funziona sempre
Love_addict69: lol, sei un professionista
TehCain: nessuno si è mai lamentato
Love_addict69: e che gli fai una volta che è ubriaco?
TehCain: dipende da quant’è ubriaco. brillo, qualche toccatina soltanto
Love_addict69: aha…
TehCain: mediamente ubriaco è collaborativo, la sega ci scappa
Love_addict69: mmm…
TehCain: e se è ubriaco perso si fa fare di tutto, il mio jimmy
Love_addict69: ………………… greg?
TehCain ha abbandonato la conversazione.
Prompt: 012. Arancione
Conteggio Parole: 200
Spoiler: 3x10 "Merry Little Christmas"
Per
morgana82, che ha richiesto: Song fic sulle note di “How I wish you were here”
How I wish, how I wish you were here.
We're just two lost souls swimming in a fish bowl,
year after year,
running over the same old ground. What have we found?
The same old fears,
wish you were here.
Quel che provava adesso, nel rigirarsi tra le pareti bollenti del suo bozzolo di lenzuola, era un navigare a metà tra lo stordimento e la consapevolezza, e non sapeva cosa facesse più male. Terminologie mediche dagli etimi alla deriva gli ronzavano nella testa come vecchi frullatori stanchi di fare il mondo a pezzi.
Tachicardia. Emicrania. Incoscienza. Iperidrosi.
Solo la gamba taceva. Non sentiva niente dalla coscia in giù, come se un pezzo di marmo gli fosse stato attaccato per sbaglio al bacino.
Insensibilità.
Come un pesce condannato a nuotare in tondo nella sua boccia, e c’è qualcosa posato lì, una scatola (che colore? arancione? arancione), vedrà sempre arancione nella sua vita di pesce da boccia, sempre arancione ad ogni claustrofobico giro vizioso, arancione ogni cinque secondi e trenta di affannoso agitarsi di pinne. Togli la scatola: vedrà ancora arancione ogni volta che l’orologio interno del suo fluttuare glielo ricorderà.
Così vedeva una macchia arancione attraversargli il campo visivo, tra la nebbia e il dolore (Visione sfocata. Nausea), da sinistra a destra, tagliare obliquo il suo scorcio sul mondo. E poi di nuovo, e di nuovo. Chiudere gli occhi, tecnica altrove collaudatissima, aveva fallito.
Dicono che i pesci soffrano di solitudine.
Prompt: 057. Pranzo
Conteggio Parole: 200
Per
«Intendiamoci: io non ho problemi a offrirti il pranzo ogni santo giorno. Di più: sono felice di farlo. Sei mio amico, praticamente la mia buona azione quotidiana. Mi piace pagarti da mangiare. Quello che non mi piace è che tu lo dia per scontato. Ecco, l’ho detto. Non mi piace che tu mi dica “Wilson, vieni a offrirmi il pranzo”, o che passi la cassa lasciandomi il conto da pagare mentre la cassiera ride sotto i baffi. È… imbarazzante. Sembriamo una coppia sposata. E senza neppure i vantaggi dell’essere sposati! Ora tu dirai che non ci sono vantaggi nell’essere sposati, che il sesso si può fare anche senza l’anello al dito, la casa e bla bla bla… ma poi tu che ne sai del matrimonio? La cosa più simile a una moglie che hai mai avuto sono io.»
Calò un silenzio pesante come una saracinesca arrugginita.
«Ehi, Mr. Faccio-Le-Prove-Quando-Nessuno-Mi-Può-Sentire? Quando hai finito di divorziare con lo specchio che ne dici di passare in cucina e prepararmi da mangiare? Sto morendo di fame.»
Wilson sospirò, allacciandosi il grembiule con gli orsetti. Solo una battaglia, pensò, sulle note marziali della Marcia di Radetzky. Hai vinto questa battaglia, House, ma non la guerra.
Prompt: 059. Cibo
Conteggio Parole: 225
Per
Entrò in casa furtivo, accostando silenziosamente la porta. Il cestino - un enorme cestino natalizio pieno di dolci, regalo di un'ex-paziente - dondolava appeso al gomito sinistro come quello di Cappuccetto Rosso. In punta di piedi e bastone House si diresse verso la camera da letto, occhieggiando il salotto senza trovare traccia di intrusi. Forse…
«Ecco un'altra prova della tua completa ingratitudine verso il tuo migliore amico, che lava, spazza, cucina e ti toglie i pelucchi dai maglioni.»
«Ehi! I maglioni mi piacciono pelucchiosi.»
«Tu non porti maglioni. Era per...»
«Allora posso solo immaginare da dove hai strappato quei pelucchi.»
Wilson posò le mani sui fianchi. «Io ti pago il pranzo ogni giorno. Potresti almeno...», indicò il corpo del reato, «offrire! Razza di egoista ingordo.»
«Lo faccio per te! Ho visto le tue analisi. Hai il diabete.»
«Non ho fatto nessuna analisi. Non cercare di fregarmi.»
«L'ho fatta fare io. Mi sono insospettito, ieri il sapore era troppo dolce.»
Wilson avvampò immediatamente. «Questo non... non c'entra niente!»
«É un sintomo inequivocabile.»
Wilson sospirò, scuotendo la testa. «... va bene, House.» Girò sui tacchi. «Vado a lavare i piatti.»
«To'.»
Wilson, le mani sporche di detersivo, prese il pezzetto di torta dalle dita di House, raccogliendo le briciole con le labbra.
«Mmm. Io la faccio meglio.»
«Anche la donna in sindrome pre-mestruale, se è per questo.»
Prompt: 089. Lavoro
Conteggio Parole: 200
Per
Aprì la cassetta del pranzo con le mani callose, e scartò il panino con la frittata avvolto in: tovagliolo di carta, stagnola, tovagliolo ricamato a fiori della mamma con le iniziali G.D.G. e sacchetto di plastica per surgelati. Ciliegina sulla torta, la blindatura di fil di ferro intorno alla bocca del sacchetto.
Diede il primo morso, e le sue papille gustative cantarono l’Avemaria.
Al cantiere Sciancato era una celebrità. Era il cervellone, quello che si faceva le domande. Non s’ammazzava di lavoro, non era simpatico a nessuno tranne a quel poveraccio di Di Guglielmo, e a starci sempre insieme aveva rovinato la fama pure a lui. Ma era famoso perché era l’unico che la spuntava col ferocissimo capomastro, una femmina coi baffi che di cognome faceva Caddi (e tutti le chiedevano se s’era fatta male).
Comunque Sciancato non era il suo nome. Lo chiamavano così per via della gamba, e perché Gregorio Cascìna faceva troppo altolocato.
«Cascìna, ti dissi chi si vvoi nu paninu t’u fazzu, ma poccu giuda m’u fai manciari ‘na vota u me pranzu?*»
«Bo’. Bo’. Nun ti sbarruàri.**»
Di Guglielmo lo guardò fisso. Cascìna sbuffò, e alzando gli occhi al cielo gli offrì metà del panino.
*Cascìna, ti ho detto che se vuoi un panino te lo faccio, ma porco giuda, mi fai mangiare il mio pranzo una volta?
** Calmo. Calmo. Non ti agitare.