Autore: _Princess_
Link: Lullaby for Emily - The truth beneath the Rose
Serie: real person: Tokio Hotel
Genere: Long-Fiction
Rating: R
Commento: Lullaby for Emily è una storia che – è innegabile – colpisce sin dalla sinossi, scritta con una perizia davvero ammirevole. L’autrice parte da un dato quasi abusato, quale un concerto dei Tokio Hotel per dipanare una vicenda dai risvolti commoventi ma spiritosi. Protagonista è Nicole, una cassiera ventenne qualunque che – quella sera – presenzia al concerto dei Tokio Hotel, e lo fa con una bambina, nella fattispecie con sua figlia Emily, di appena quattro anni. Sarà proprio Emily il motore di gran parte della vicenda, in cui si mescolano le vite dei quattro musicisti di Magdeburg e quella di Nicole, proprio in virtù del suo essere bambina – da sottolineare anche la bravura con cui questa dimensione infantile viene descritta, dai giocattoli alle ninne-nanne – e del suo pretendere la partecipazione dei Tokio Hotel all’interno di quella che per lei diventerà una sorta di famiglia sgangherata.
Viene affrontato poi il – ahimé classico – tema dell’amore, ma l’autrice riesce inaspettatamente a dargli tutta un’altra luce, facendone percepire tutte le sfumature. Si tratta di amore vissuto, ma anche di amore non corrisposto, di amore sofferto, di semplice amore per un’adorabile bambina di quattro anni.
The truth beneath the Rose è il naturale seguito di Lullaby for Emily, e qui campeggia il nordico personaggio di Vibeke Wølner, sorella di un noto deejay di Amburgo nonché amico di Benji. Per un bizzarro – e ben orchestrato, occorre ammetterlo – gioco di coincidenze la vita di Vibeke e di suo fratello Björn viene ad intrecciarsi con quella dei Tokio Hotel e – in parte – anche di Nicole. Sarà poi l’incontro tra Vibeke e Tom Kaulitz – strafottente, gradasso, donnaiolo ma irresistibile – a creare i primi problemi di “convivenza” tra due ecosistemi che non possono però fare a meno di collidere.
Un’ulteriore nota di colore – che personalmente ho trovato oltremodo gradevole – è la perfetta padronanza dell’autrice per quanto concerne la lingua norvegese. Infatti, la maggior parte dei dialoghi che animano la famiglia Wølner sono redatti in questa lingua (e tradotti in nota) e questo piccolo preziosismo contribuisce a dare alla storia una ventata di couleur che davvero sembra la ciliegina su una torta particolarmente riuscita.
Davvero Notevole.